La regione spagnola dell’Andalusia, la principale area produttrice di olio d’oliva al mondo, sta valutando nuovi aiuti finanziari e agevolazioni fiscali per gli oliveti tradizionali non meccanizzabili, alle prese con l’aumento dei costi di produzione, come confermato dalle autorità regionali il 31 agosto 2026 nell’ambito di un aggiornamento della strategia andalusa per il settore olivicolo.
Cosa coprirebbero i nuovi studi
Il governo regionale andaluso ha reso noto che sono in corso nuovi studi per valutare assistenza e sostegno finanziario agli oliveti tradizionali e di montagna che non possono essere meccanizzati a causa del terreno, oltre a un programma dedicato alle aziende che affrontano particolari difficoltà economiche pur offrendo un elevato valore ambientale. L’iniziativa si inserisce nel Piano Strategico della Politica Agricola Comune spagnola e si basa sui dati sui costi pubblicati dall’Associazione Spagnola dei Comuni Olivicoli (AEMO). L’organizzazione agricola COAG ha chiesto una riforma più incisiva, sollecitando che il calcolo degli aiuti tenga conto di dieci anni di dati storici insieme alle variabili economiche attuali, incluso il divario tra costi di produzione e prezzi di mercato, un divario che nelle ultime campagne si è ampliato per molti piccoli produttori tradizionali.
Perché gli oliveti tradizionali sono sotto pressione — e perché riguarda anche i compratori
Cooperativas Agro-alimentarias de Andalucía, la maggiore associazione agricola della regione, ha chiesto pubblicamente al governo spagnolo e all’Unione Europea di agire con urgenza per sostenere il settore olivicolo. La coltivazione dell’olivo è la principale attività agricola spagnola per numero di aziende, con quasi un quarto di milione di aziende concentrate in gran parte in Andalusia, e gli oliveti tradizionali in asciutto offrono un valore ambientale notevole: il Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione spagnolo censisce circa 180 specie di uccelli, 60 di formiche, 200 di api selvatiche e oltre 750 specie vegetali che vivono negli oliveti del Paese, circa un quinto di tutte le specie di questi gruppi presenti nella Penisola Iberica, mentre questi oliveti contribuiscono anche a contenere l’erosione sui terreni scoscesi e meno produttivi dove spesso si trovano. Per i compratori che si riforniscono in Tunisia, la pressione sui costi degli oliveti tradizionali spagnoli ricorda che anche il primo produttore mondiale di olio d’oliva affronta reali difficoltà in alcuni segmenti della propria filiera — un fattore da considerare quando si confrontano i prezzi tra diverse origini, inclusa la rete di fornitori tunisini di Tunisian Olive Oil Trade.
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Domande frequenti
Cosa sta facendo l’Andalusia per sostenere gli oliveti tradizionali? Il governo regionale andaluso sta valutando nuovi aiuti finanziari e misure fiscali per gli oliveti tradizionali non meccanizzabili alle prese con costi di produzione elevati, nell’ambito di un aggiornamento della strategia regionale per il settore olivicolo confermato il 31 agosto 2026.
Perché gli oliveti tradizionali spagnoli sono in difficoltà economica? Molti oliveti tradizionali e di montagna in Spagna non possono essere meccanizzati, il che rende i loro costi di produzione molto più alti rispetto agli oliveti intensivi moderni, mentre i prezzi di mercato spesso non coprono questi costi — un divario che organizzazioni come COAG ritengono debba essere calcolato con metodi più accurati.
Fonte: Olive Oil Times
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