La Repressione delle Frodi sull’Olio d’Oliva in Italia: 8.200 Ispezioni, 4 Milioni di Euro di Olio Sequestrato

Gloved hands inspecting a vial of olive oil in a laboratory

Le autorità italiane per la prevenzione delle frodi alimentari hanno condotto oltre 8.200 ispezioni sull’olio d’oliva in un recente periodo di controllo, riscontrando irregolarità nel 23% dei campioni — con conseguenti sequestri, sanzioni e denunce penali che hanno portato alla confisca di 455.000 chilogrammi di olio d’oliva non conforme, per un valore di oltre 4 milioni di euro.

Come funziona la repressione

L’attività di controllo si è basata in larga misura sul Registro telematico nazionale dell’olio d’oliva (RTO), che traccia la filiera in tempo reale, monitorando ogni movimento di olive, olio d’oliva e olio di sansa di oliva dal frantoio al mercato.

Perché i sistemi di tracciabilità contano a livello globale

Il modello di registro italiano riflette una tendenza più ampia nel commercio dell’olio d’oliva: man mano che le tecnologie di rilevamento delle frodi migliorano, gli acquirenti di tutto il mondo dispongono di strumenti migliori per verificare l’autenticità prima di procedere con un acquisto, indipendentemente dal paese d’origine.

Domande frequenti

Cosa fa scattare un’indagine per frode sull’olio d’oliva in Italia? Tra i fattori scatenanti più comuni figurano prezzi molto al di sotto del valore di mercato, documentazione discordante e test di laboratorio che rivelano profili chimici incompatibili con la categoria dichiarata.

Gli acquirenti al di fuori dell’Italia possono beneficiare del suo sistema di registro? Non direttamente, ma il modello dimostra il tipo di documentazione e tracciabilità che gli acquirenti dovrebbero pretendere e richiedere da qualsiasi fornitore serio.

Fonte: Olive Oil Times

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto