La produzione greca di olio d’oliva dovrebbe risalire in modo deciso nella campagna 2026/27, con stime di settore che indicano circa 300.000 tonnellate a livello nazionale dopo una stagione precedente deludente, colpita dai parassiti — ma i prezzi bassi, vicini a 4 € al litro, raffreddano l’ottimismo dei produttori.
Un raccolto più abbondante nelle principali regioni
Se la previsione si confermasse, la Grecia registrerebbe il raccolto più abbondante dal 2022/23, quando la produzione aveva superato le 330.000 tonnellate. Nel sud del Peloponneso gli ulivi appaiono sani e carichi di frutti: le prime stime collocano la produzione della Messenia oltre le 60.000 tonnellate in questa campagna, con la varietà Koroneiki — la cultivar dominante nella zona — la cui raccolta dovrebbe iniziare a fine ottobre. A Creta, i dati preliminari suggeriscono una produzione che potrebbe raddoppiare rispetto alle circa 40.000 tonnellate dello scorso anno; la cooperativa agricola di Zakros, vicino a Lasithi, prevede di superare le 1.000 tonnellate, ben oltre la sua media annua recente di circa 300 tonnellate, con una raccolta che si protrarrà da inizio ottobre a febbraio. Sull’isola di Lesbo, invece, lo stress termico ha dimezzato il raccolto atteso rispetto alle proiezioni iniziali, anche se il volume complessivo resta superiore a quello dello scorso anno.
I prezzi bassi rischiano di frenare la ripresa
I prezzi all’origine restano la preoccupazione principale dei produttori greci. Le scorte riportate dalla scorsa stagione vengono scambiate attualmente intorno a 3,40 € al litro, e l’olio extravergine della nuova raccolta dovrebbe attestarsi vicino a 4 € al litro — ben al di sotto della soglia di 5 € che i produttori ritengono necessaria per restare redditizi. I produttori di Messenia e Creta indicano un fattore esterno determinante: la Spagna, primo produttore mondiale di olio d’oliva, prevede un aumento della produzione del 23% per il 2026/27, e un raccolto spagnolo abbondante tende a trascinare al ribasso i prezzi all’ingrosso in tutto il Mediterraneo. In Laconia, dove il raccolto dello scorso anno ha raggiunto solo circa la metà della capacità regionale di 30.000 tonnellate, un’associazione di produttori ha avvertito che prezzi persistentemente sotto i 5 € al litro potrebbero spingere alcuni agricoltori ad abbandonare gli oliveti. Più a nord, a Stylida, i produttori hanno protestato contro i prezzi bassi e i danni causati dalla mosca dell’olivo, chiedendo alle autorità di garantire un prezzo minimo che copra i costi di produzione. Per gli acquirenti internazionali che si riforniscono anche presso broker tunisini di olio d’oliva, questo contesto è rilevante: man mano che Spagna e ora Grecia immettono più volumi sul mercato, la pressione che ne deriva sui prezzi di riferimento mediterranei si traduce in genere anche in offerte FOB più competitive dalla Tunisia, poiché i prezzi all’export tunisini tendono a seguire la tendenza regionale.
Spazio Sponsorizzato
Raggiungi acquirenti e importatori internazionali di olio d'oliva. La tua pubblicita potrebbe essere qui.
Domande frequenti
Quanto olio d’oliva produrrà la Grecia nel 2026/27? Le stime di settore indicano circa 300.000 tonnellate di olio d’oliva greco nella campagna 2026/27, il che rappresenterebbe il raccolto più abbondante del paese dal 2022/23, quando la produzione aveva superato le 330.000 tonnellate.
Perché i prezzi dell’olio d’oliva greco restano bassi nonostante un raccolto maggiore atteso? I prezzi all’origine si aggirano intorno a 4 € al litro per l’olio extravergine della nuova raccolta, ben al di sotto della soglia di 5 € considerata redditizia dai produttori, soprattutto perché l’aumento previsto del 23% nella produzione spagnola dovrebbe spingere al ribasso i prezzi all’ingrosso in tutto il Mediterraneo.
Fonte: Olive Oil Times
Spazio Sponsorizzato
Raggiungi acquirenti e importatori internazionali di olio d'oliva. La tua pubblicita potrebbe essere qui.

