I prezzi dell’olio d’oliva sono scesi del 30-40% rispetto ai massimi record registrati nel 2024, poiché il miglioramento dei raccolti in Spagna, Italia e Nord Africa allevia le gravi carenze di offerta che avevano spinto i prezzi a livelli storici nelle stagioni precedenti.
Dalla carenza alla ripresa
Le stagioni 2022-2024 hanno visto ripetuti cali di produzione causati dalla siccità, in particolare in Spagna, spingendo i prezzi a livelli che hanno messo sotto pressione gli acquirenti lungo tutta la filiera. Il quadro produttivo più equilibrato di questa stagione ha permesso ai prezzi di normalizzarsi in modo significativo, con l’extravergine spagnolo scambiato a circa 425 € per 100 kg, in calo del 42% su base annua.
Cosa significa questo per acquirenti e venditori
Per gli acquirenti, la correzione rappresenta un sollievo gradito dopo diversi anni difficili segnati da costi di produzione elevati. Per i produttori con volumi consistenti in questa stagione, il calo dei prezzi in un contesto di offerta crescente ha compresso i margini — una dinamica che rende la logistica efficiente e i rapporti di approvvigionamento diretto più preziosi che mai.
Domande frequenti
Ci si aspetta che i prezzi dell’olio d’oliva continuino a scendere? La maggior parte delle previsioni di mercato indica che i prezzi si manterranno sostanzialmente stabili nel corso del 2026 man mano che la produzione si normalizza, salvo nuove importanti perturbazioni climatiche.
Una correzione dei prezzi colpisce allo stesso modo tutte le categorie di olio d’oliva? Le categorie premium e ad alto contenuto di polifenoli tendono a essere più protette dalle ampie oscillazioni di prezzo rispetto all’olio di qualità standard/commodity.
Fonte: Vespertool, Certified Origins Market Report

