Deoleo, la sfida tra Italia e Spagna per il controllo del colosso dell’olio d’oliva

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Deoleo, il maggiore imbottigliatore mondiale di olio d’oliva a marchio e proprietario di nomi come Bertolli, Carapelli, Carbonell e Hojiblanca, si avvicina a un cambio di proprietà mentre acquirenti italiani e spagnoli si contendono il controllo dell’azienda. Il gruppo alimentare italiano Pietro Coricelli è emerso come il principale offerente, con una proposta che valuta Deoleo intorno ai 500 milioni di euro, davanti ai rivali spagnoli Dcoop e Acesur, le cui offerte si aggirano rispettivamente sui 470 e 460 milioni di euro. Le offerte si sono chiuse alla fine di agosto 2026, e gli azionisti principali dovrebbero scegliere un acquirente preferito prima di avviare trattative in esclusiva, con un possibile accordo già a settembre.

Perché la Spagna vuole tenere Deoleo in casa

Fondata nel 1955 a Bilbao, in Spagna, Deoleo ha oggi sede nella regione di Madrid. L’azienda imbottiglia circa 158 milioni di litri di olio d’oliva all’anno e nel 2025 deteneva circa l’8,3% del mercato mondiale dell’olio d’oliva confezionato, ben davanti a concorrenti come Bunge e Bright Food. Il Ministero spagnolo dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione segue da vicino la vendita, mentre il governo regionale dell’Andalusia e il sindacato CCOO Andalucía chiedono alle autorità di mantenere l’azienda sotto controllo spagnolo, idealmente andaluso, arrivando a suggerire l’uso dei poteri di controllo sugli investimenti esteri per proteggere l’occupazione e la filiera regionale.

Un’azienda che torna a crescere dopo la crisi

Questa battaglia per l’acquisizione corona un decennio turbolento per Deoleo. L’azienda aveva registrato una perdita di 179 milioni di euro nel 2017, tra timori di collasso, il che portò alla vendita di uno stabilimento di imbottigliamento ad Antequera e a un taglio del personale di circa il 15%. Le perdite sono proseguite fino al 2024, quando Deoleo ha registrato 54,5 milioni di euro di rosso, dovuti in parte a una controversia fiscale in Italia legata alla controllata Carapelli. L’azienda è tornata in utile nel 2025, con un utile netto di circa 20 milioni di euro, grazie alla normalizzazione della produzione e alla ripresa dei consumi. Per gli acquirenti che si riforniscono di olio d’oliva dalla Tunisia, questa consolidazione tra i maggiori imbottigliatori di marca europei ricorda quanto sia utile lavorare direttamente con Tunisian Olive Oil Trade e la sua rete di fornitori d’origine, per una maggiore trasparenza su qualità e provenienza rispetto a un marchio multi-paese la cui stessa proprietà è in piena trasformazione.

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Domande frequenti

Chi sta acquistando Deoleo? Il gruppo italiano Pietro Coricelli è emerso come il principale offerente per l’acquisizione di Deoleo, la società spagnola proprietaria dei marchi Bertolli, Carapelli, Carbonell e Hojiblanca, con un’offerta che valuta l’azienda circa 500 milioni di euro, davanti agli offerenti spagnoli Dcoop e Acesur.

Perché Deoleo viene venduta ora? I principali azionisti di Deoleo, i fondi Alchemy Partners e CVC Capital Partners, che insieme controllano circa il 70% dell’azienda, stanno valutando un’uscita dopo anni di ristrutturazione e riduzione del debito, e dopo il ritorno alla redditività di Deoleo nel 2025 con circa 20 milioni di euro di utile netto.

Fonte: Olive Oil Times

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