Il crescente valore dell’olio d’oliva lo ha reso uno dei prodotti più colpiti dalle frodi nell’industria alimentare — e i resoconti del 2026 hanno fornito numeri concreti sulla portata del problema.
La portata del problema
La Rete di Allerta e Cooperazione (ACN) dell’UE ha registrato 130 notifiche ufficiali relative all’olio d’oliva nell’ultimo anno disponibile, con il 15% confermato come casi di frode transfrontaliera. Tra le violazioni identificate, il 62% riguardava la diluizione con oli più economici, il 15% l’etichettatura ingannevole e il 10% false dichiarazioni di qualità superiore — oli venduti come “extra vergine” che non rispettavano lo standard.
Le recenti azioni di contrasto
Le forze dell’ordine hanno seguito questa tendenza. Le autorità portoghesi hanno sequestrato oltre 16.000 litri di olio da cucina etichettato falsamente come olio d’oliva, insieme a 82.000 etichette contraffatte. Un’indagine congiunta tra Europol e 29 paesi europei ha portato allo smantellamento di 11 reti criminali e all’emissione di 104 mandati di arresto, con l’olio d’oliva adulterato tra i risultati chiave dell’operazione.
Domande frequenti
Qual è il tipo più comune di frode dell’olio d’oliva? La diluizione — miscelare olio d’oliva genuino con oli vegetali più economici — ha rappresentato la maggioranza delle violazioni confermate (62%), ben oltre l’etichettatura ingannevole o le false dichiarazioni di qualità.
Come possono proteggersi gli acquirenti? Rifornirsi direttamente da frantoi e fornitori verificati con documentazione tracciabile, anziché tramite intermediari privi di visibilità sull’origine, è la salvaguardia più efficace contro prodotti diluiti o etichettati in modo scorretto.
Fonte: Food Ingredients First, Europol

