Le licenze britanniche per l’importazione di olio d’oliva tunisino sono più che triplicate nel 2026, raggiungendo circa 2.446 tonnellate tra gennaio e settembre rispetto alle 753 tonnellate dello stesso periodo dell’anno scorso, un balzo del 225% — eppure il 68% della quota britannica esente da dazi riservata all’olio tunisino resta ancora inutilizzato quest’anno.
I dati, pubblicati dalla testata tunisina Webdo il 3 settembre 2026 sulla base delle cifre ufficiali della Rural Payments Agency britannica, mostrano un mercato in accelerazione ma tutt’altro che saturo. Della quota annuale di 7.723 tonnellate che il Regno Unito assegna all’olio d’oliva tunisino per il 2026, solo circa 2.446 tonnellate erano state autorizzate all’inizio di settembre, lasciando disponibili circa 5.277 tonnellate di capacità di importazione esente da dazi.
Come funziona la quota britannica per l’olio d’oliva tunisino
La quota è disciplinata dallo Statutory Instrument 2020 n. 1432 ed è gestita dalla Rural Payments Agency, che apre finestre di candidatura periodiche durante l’anno. L’ultima, annunciata il 26 agosto 2026, si è chiusa alle nuove richieste il 7 settembre alle 17:00. Gli importatori devono essere stabiliti e registrati ai fini IVA nel Regno Unito e versare una cauzione di 170 sterline per tonnellata per presentare domanda. Poiché il sistema è gestito a tranche anziché con un’unica apertura annuale, la capacità inutilizzata delle finestre precedenti confluisce in quelle successive, il che spiega in parte perché una quota così ampia del 2026 resti ancora disponibile in questa fase avanzata della stagione.
Esportazioni tunisine da record incontrano una domanda britannica in crescita
Questa tendenza nel Regno Unito si inserisce in una stagione eccezionale per l’olio d’oliva tunisino nel suo complesso. Le esportazioni della Tunisia hanno raggiunto le 368.000 tonnellate nei primi nove mesi della campagna 2025/26, in crescita del 55,3% su base annua, con l’Unione Europea che ha assorbito il 57,1% dei volumi — guidata da Spagna (32,1%) e Italia (20%) — e il Nord America al 24%, secondo l’Osservatorio Nazionale dell’Agricoltura tunisino (ONAGRI). Pur essendo un mercato più piccolo rispetto a questi, il Regno Unito è tra quelli in più rapida crescita, e l’entità della quota inutilizzata suggerisce che resti un margine concreto per acquirenti e importatori britannici per introdurre olio tunisino quest’anno senza pagare dazi. Per gli acquirenti che lavorano con la rete di fornitori tunisini di Tunisian Olive Oil Trade, si tratta di un segnale pratico: assicurarsi una licenza di importazione britannica e bloccare le forniture ora, ben prima del reset della quota nel 2027, può fare la differenza tra pagare il dazio standard e importare in esenzione.
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Domande frequenti
Quanto olio d’oliva tunisino può importare il Regno Unito esente da dazi nel 2026? La quota tariffaria britannica per il 2026 consente di importare fino a 7.723 tonnellate di olio d’oliva tunisino esenti da dazi; all’inizio di settembre 2026 erano state autorizzate solo circa 2.446 tonnellate, lasciando disponibili circa 5.277 tonnellate di quota per il resto dell’anno.
Perché le licenze britanniche per l’olio d’oliva tunisino sono aumentate così tanto nel 2026? Le licenze rilasciate dalla Rural Payments Agency britannica sono passate da 753 tonnellate nei primi nove mesi del 2025 a 2.446 tonnellate nello stesso periodo del 2026, un aumento del 225%, segno di un interesse crescente degli importatori britannici dopo la campagna di esportazione record della Tunisia nel 2025/26.
Fonte: Webdo.tn, che cita i dati della Rural Payments Agency britannica e dell’Osservatorio Nazionale dell’Agricoltura tunisino (ONAGRI).
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