I produttori spagnoli di olio d’oliva chiedono una riforma con i costi in aumento del 57%

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La più grande federazione spagnola di cooperative olearie afferma che i costi di coltivazione sono aumentati del 57% negli ultimi sei anni, mentre i prezzi alla produzione continuano a scendere, e chiede a Madrid e Bruxelles di riformare le regole che stabiliscono come vengono remunerati gli agricoltori.

Cooperativas Agro-alimentarias de Andalucía, che rappresenta oltre 342.000 soci in quasi tutte le cooperative agroalimentari dell’Andalusia — regione che produce circa il 75% dell’olio d’oliva spagnolo — ha lanciato l’allarme il 2 settembre 2026. Citando i nuovi dati dell’Associazione spagnola dei comuni olivicoli (AEMO), la federazione ha spiegato che i costi di produzione negli oliveti tradizionali, ad alta intensità di manodopera, raggiungono ormai fino a 5,31 € per chilogrammo di olio, mentre i prezzi alla produzione restano depressi.

Per i produttori la legge spagnola sulla filiera alimentare non funziona

La federazione sostiene che la legge spagnola sulla filiera alimentare, pensata per proteggere il potere contrattuale degli agricoltori, non abbia tenuto il passo con le pressioni che gravano sugli olivicoltori. Secondo l’organizzazione, i produttori hanno scarsa influenza sui prezzi pagati da trasformatori e distributori, anche se la domanda di olio d’oliva spagnolo resta solida: le spedizioni di luglio hanno raggiunto circa 135.312 tonnellate, quasi 20.000 tonnellate in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni per quel mese, mentre le scorte nazionali sono scese di oltre 113.000 tonnellate, arrivando a circa 568.700 tonnellate al 31 luglio. Tunisian Olive Oil Trade segue da vicino questo tipo di cambiamenti nell’offerta e nella domanda nel Mediterraneo, poiché la contrazione delle scorte in un grande paese produttore spinge in genere gli acquirenti internazionali a diversificare le fonti di approvvigionamento.

Una richiesta di controlli più severi sulle importazioni extra-UE

Oltre alla riforma legislativa, la federazione chiede alle autorità spagnole ed europee di rafforzare i controlli sull’olio d’oliva che entra nell’UE da paesi terzi, comprese le spedizioni nell’ambito dei contingenti tariffari esenti da dazi e del regime di perfezionamento attivo. Il gruppo sostiene che controlli deboli su questi meccanismi permettano ad alcune importazioni di esercitare una pressione artificiale al ribasso sui prezzi pagati ai produttori dell’UE.

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Il commercio dell’olio d’oliva tunisino con l’Unione Europea si svolge nell’ambito di un proprio regime tariffario preferenziale: questa rinnovata attenzione da parte di Madrid e Bruxelles è quindi una tendenza da monitorare sia per gli esportatori tunisini sia per i loro acquirenti, anche se l’obiettivo principale è colmare le lacune normative e ridurre il rischio di etichettatura fraudolenta, non limitare un commercio legittimo e correttamente certificato. Gli acquirenti di olio d’oliva tunisino dovrebbero privilegiare fornitori in grado di fornire documentazione di esportazione chiara e una certificazione d’origine verificabile, il che protegge proprio da questo tipo di controlli ora richiesti dalle cooperative spagnole.

Domande frequenti

Perché i produttori spagnoli di olio d’oliva chiedono una riforma legislativa nel 2026? Perché i costi di coltivazione sono aumentati di circa il 57% in sei anni — fino a 5,31 € per chilogrammo negli oliveti tradizionali — mentre i prezzi alla produzione restano bassi, e la federazione Cooperativas Agro-alimentarias de Andalucía ritiene che la legge spagnola sulla filiera alimentare non protegga a sufficienza i margini dei produttori.

Questo può interessare gli acquirenti di olio d’oliva al di fuori della Spagna? Sì: la stessa federazione sta spingendo l’UE a rafforzare i controlli sull’olio d’oliva importato da paesi terzi nell’ambito di contingenti esenti da dazi, un dibattito politico che gli acquirenti che si riforniscono da paesi come la Tunisia dovrebbero seguire, poiché potrebbe incidere sui requisiti documentali anche per un commercio legittimo e correttamente certificato.

Fonte: Olive Oil Times

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