La Carenza Greca Favorisce l’Ascesa della Tunisia come Fornitore Chiave del Mediterraneo

Greek Shortage Meets Tunisia’s Rise as a Key Mediterranean Supplier

Mentre la Grecia ha trascorso il 2026 alle prese con un mercato dell’olio d’oliva molto teso, la Tunisia ha colmato quel vuoto diventando una fonte di approvvigionamento sempre più importante per gli acquirenti di tutto il Mediterraneo e oltre.

La stretta greca

I resoconti di mercato dei primi mesi del 2026 descrivevano il settore olivicolo greco sotto una pressione reale: bassi volumi di produzione e livelli di acidità elevati hanno limitato la disponibilità di olio extra vergine di alta qualità, spingendo gran parte degli scambi commerciali verso oli lampante e di sansa di qualità inferiore. I confezionatori hanno fatto affidamento sulle scorte residue della stagione precedente, con alcuni oli vicini ai limiti di acidità, e il comparto biologico greco è risultato particolarmente compresso.

L’opportunità per la Tunisia

In questo contesto, gli acquirenti internazionali — tra cui quelli di Italia, Spagna e Stati Uniti — si sono rivolti all’olio tunisino per compensare il deficit greco e assicurarsi volumi biologici e sfusi a prezzi competitivi. Le proiezioni di inizio stagione collocavano il raccolto tunisino vicino alle 450.000 tonnellate; alla chiusura della campagna, il dato finale era salito a circa 500.000 tonnellate, consolidando la posizione della Tunisia come secondo maggiore produttore mondiale di olio d’oliva dietro la Spagna.

Domande frequenti

Si tratta di un cambiamento temporaneo o strutturale? Sono in gioco entrambe le dinamiche: la carenza greca riflette il meteo e la resa di questa stagione, mentre la crescita della Tunisia riflette un investimento più a lungo termine nella capacità produttiva e nelle infrastrutture di esportazione che non svanirà la prossima stagione.

Cosa significa questo per gli acquirenti che oggi si riforniscono in Grecia? È un motivo per diversificare l’approvvigionamento, non per sostituirlo del tutto: l’olio tunisino ha colmato vuoti reali nel 2026, ma gli accordi di fornitura restano meglio costruiti su relazioni dirette e verificate piuttosto che su acquisti opportunistici.

Fonte: Wikifarmer

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