Secondo la testata economica tunisina Webdo, il governo tunisino sta puntando su un pacchetto di sussidi, capacità di stoccaggio e uno studio strategico a livello di settore per portare la sua campagna olivicola record 2025/26 fino all’esportazione.
Cosa c’è sul tavolo
I piccoli produttori possono ora accedere ai sussidi dell’Agenzia per la Promozione degli Investimenti Agricoli (APIA) per acquistare attrezzature per la raccolta. Separatamente, l’Ufficio Nazionale dell’Olio (ONH) sta gestendo un programma di stoccaggio che copre da 100.000 a 150.000 tonnellate di olio, con bonus e sussidi aggiuntivi offerti agli agricoltori che vi aderiscono — un cuscinetto pensato per rendere più fluide le vendite anziché forzare una svendita affrettata al momento della raccolta.
Un ripensamento di più lungo periodo
Oltre alla stagione immediata, il governo ha avviato uno studio strategico del settore olivicolo che copre produzione, finanziamento, valorizzazione ed esportazione, oltre a un piano di ristrutturazione per lo stesso ONH. Separatamente, viene sostenuta la piantumazione di ulivi in regioni storicamente colpite dall’instabilità, parte di uno sforzo per far crescere le esportazioni tunisine di olio imbottigliato — non solo sfuso — e costruire un’identità più forte per l’olio d’oliva tunisino all’estero.
Domande frequenti
Perché la capacità di stoccaggio conta per un raccolto record? Senza stoccaggio sufficiente, i produttori sono costretti a vendere rapidamente ai prezzi del periodo di raccolta. Un cuscinetto di 100.000-150.000 tonnellate consente al paese di immettere l’olio sul mercato in modo più strategico.
Questo riguarda gli acquirenti che si riforniscono dalla Tunisia in questo momento? Nel lungo periodo, sì — un ONH ristrutturato e una maggiore capacità di esportazione imbottigliata sono passi verso una qualità e una fornitura più costanti per gli acquirenti internazionali, non un cambiamento immediato ai contratti di questa stagione.
Fonte: Webdo

