Il Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) ha rivisto la propria norma commerciale ufficiale affinché gli oli extravergine di oliva autentici prodotti da tre cultivar specifiche non vengano più erroneamente segnalati come adulterati a causa di un contenuto naturalmente basso di steroli, secondo un aggiornamento confermato il 3 agosto 2026. Con la norma rivista, identificata come COI/T.15/NC n. 3/Rev. 22, un olio extravergine di oliva monovarietale ottenuto esclusivamente da olive Coratina, Koroneiki o Nocellara del Belice può ora registrare legalmente un contenuto totale di steroli fino a 800 milligrammi per chilogrammo, sotto la soglia minima generale di 1.000 milligrammi valida per l’olio d’oliva vergine in tutto il mondo.
Cosa cambia nella norma di analisi
Gli steroli sono composti naturali presenti nell’olio d’oliva che i laboratori misurano per verificare se un olio è genuino o è stato diluito con oli più economici. Per la maggior parte degli oli, un valore di steroli totali inferiore a 1.000 milligrammi per chilogrammo farebbe normalmente scattare un sospetto di adulterazione. Ma le ricerche hanno dimostrato che gli oli ottenuti esclusivamente da Coratina, cultivar italiana coltivata soprattutto in Puglia, insieme alla greca Koroneiki e alla siciliana Nocellara del Belice, possono legittimamente scendere sotto quella soglia senza alcuna manipolazione. Finora l’eccezione riguardava solo Koroneiki e Nocellara del Belice; la nuova revisione estende la stessa protezione anche alla Coratina. A differenza di una precedente proposta della Commissione Europea di gennaio 2026, che avrebbe fatto scadere l’eccezione alla fine della campagna 2026/27, la versione del COI non prevede alcuna data di scadenza. Il ministro dell’Agricoltura italiano Francesco Lollobrigida e organizzazioni di produttori come Confagricoltura, Unapol e CIA-Agricoltori Italiani hanno accolto con favore il cambiamento, interpretandolo come un riconoscimento che la chimica naturale della cultivar, e non la frode, spiegava i valori bassi.
Perché la novità riguarda anche gli acquirenti fuori dall’Italia
Il COI chiede inoltre ai laboratori di sviluppare test di verifica aggiuntivi, tra cui il rapporto tra steroli liberi ed esterificati, il rapporto tra acidità libera e diacilgliceroli e il contenuto totale di fenoli, così da poter confermare, tramite un albero decisionale, che un olio etichettato come Coratina, Koroneiki o Nocellara del Belice provenga realmente da quella varietà prima di beneficiare della soglia più bassa. Per gli acquirenti di tutto il mondo, l’aggiornamento ricorda che un singolo dato di laboratorio raramente basta da solo a dimostrare l’autenticità di un olio; l’identità varietale, la documentazione di raccolta e più parametri di analisi combinati offrono un quadro molto più affidabile. Le cultivar simbolo della Tunisia, Chemlali, Chetoui e Oueslati, non rientrano tra le tre coperte da questa eccezione: un olio extravergine di oliva tunisino autentico dovrebbe quindi rientrare nella soglia generale di 1.000 milligrammi; se una partita tunisina registra un valore nettamente inferiore, è il segnale per chiedere al fornitore la documentazione di laboratorio e di origine corrispondente, invece di presumere che si applichi la stessa eccezione.
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Domande frequenti
Cos’è il contenuto totale di steroli e perché è importante nell’olio d’oliva? Il contenuto totale di steroli misura composti naturali simili ai grassi presenti nell’olio d’oliva, usati dai laboratori come uno dei controlli di autenticità; un valore molto inferiore alla soglia minima accettata può indicare che un olio è stato diluito con oli più economici, anche se poche cultivar presentano naturalmente valori più bassi senza che vi sia frode.
La nuova eccezione sugli steroli del COI si applica all’olio d’oliva tunisino? No. L’eccezione copre solo l’olio extravergine di oliva monovarietale ottenuto esclusivamente da Coratina, Koroneiki o Nocellara del Belice; le principali cultivar tunisine, Chemlali, Chetoui e Oueslati, dovrebbero rispettare la soglia minima generale di 1.000 milligrammi per chilogrammo, quindi gli acquirenti possono continuare a usare l’analisi standard degli steroli come controllo di autenticità per l’olio tunisino.
Fonte: Olive Oil Times
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