I consumatori italiani sono disposti a pagare il 14% in più, in media 1,31 € al litro, per un olio extravergine di oliva che riporta un’indicazione sulla salute approvata dall’UE relativa al contenuto di polifenoli, secondo uno studio dell’Università di Palermo pubblicato ad agosto 2026. I ricercatori del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’ateneo hanno intervistato 1.016 consumatori rappresentativi della popolazione italiana, riscontrando che il premio di prezzo resta costante indipendentemente da età, genere o livello di istruzione. Il dato conferma che una comunicazione chiara sulla salute, non solo l’origine o il prezzo, sta diventando un fattore reale in ciò che gli acquirenti sono disposti a pagare per un olio di qualità.
Cosa dice davvero l’indicazione sulla salute
L’indicazione testata dai ricercatori è una delle poche autorizzate dal Regolamento UE 1924/2006 e valutate dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA): i polifenoli dell’olio d’oliva contribuiscono a proteggere i lipidi del sangue dallo stress ossidativo. Per riportare legalmente questa indicazione, un olio d’oliva deve contenere almeno 5 milligrammi di idrossitirosolo e suoi derivati ogni 20 grammi di olio, pari a circa 250 milligrammi di idrossitirosolo e 300 milligrammi di polifenoli totali per chilogrammo. Gli intervistati hanno indicato un prezzo base medio di 9,30 € al litro per un olio extravergine 100% italiano, che sale a 10,61 € con l’aggiunta dell’indicazione sulla salute, un premio del 14,09%, ha spiegato il ricercatore Claudio Mirabella a Olive Oil Times.
La conoscenza percepita conta più dell’età o del reddito
Fattori sociodemografici come età e istruzione non hanno influenzato direttamente quanto i consumatori hanno dichiarato di essere disposti a pagare, secondo lo studio. A pesare di più è stata la conoscenza soggettiva — quanto le persone si ritengono esperte —, un indicatore più forte della disponibilità a pagare rispetto alla conoscenza reale e verificata sull’olio d’oliva. Da notare che solo il 37,7% degli intervistati ha identificato correttamente che l’olio extravergine di oliva non è una fonte di proteine, rivelando un divario tra sicurezza percepita e comprensione reale che produttori e broker che si rivolgono agli acquirenti europei dovrebbero tenere presente. Per l’olio d’oliva tunisino, spesso ricco di composti fenolici naturali grazie alla raccolta precoce e alle varietà Chemlali e Chetoui, questo dato ricorda che comunicare chiaramente il contenuto di polifenoli e il momento della raccolta può essere persuasivo quanto il prezzo — un aspetto da sollevare direttamente quando si richiede un preventivo per lotti di raccolta precoce ad alto contenuto di polifenoli.
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Domande frequenti
Quanto in più pagano i consumatori per un olio d’oliva con indicazione sulla salute?
Secondo lo studio dell’Università di Palermo, i consumatori italiani sono disposti a pagare in media il 14,09% in più, pari a 1,31 € al litro, per un olio extravergine di oliva con un’indicazione sulla salute approvata dall’UE relativa alla protezione dei lipidi del sangue grazie ai polifenoli.
Cosa deve contenere un olio d’oliva per riportare legalmente un’indicazione sulla salute sui polifenoli nell’UE?
Secondo il Regolamento UE 1924/2006, un olio d’oliva deve contenere almeno 5 milligrammi di idrossitirosolo e suoi derivati ogni 20 grammi di olio — circa 250 mg di idrossitirosolo e 300 mg di polifenoli totali per chilogrammo — per riportare legalmente l’indicazione approvata dall’EFSA.
Fonte: Olive Oil Times.
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