L’Unione Europea ha concesso il marchio di Indicazione Geografica Protetta (IGP) all’olio extravergine di oliva prodotto sulle colline intorno a Bologna, in Italia, con la nuova denominazione “IGP Olio dei Colli di Bologna”, il terzo olio d’oliva protetto dell’Emilia-Romagna.
Vent’anni di rilancio premiati dall’UE
L’area di produzione designata comprende i comuni a sud della storica Via Emilia, nella Città Metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna. Secondo Ermanno Rocca, presidente della Rete Olio Extra Vergine di Oliva Colli di Bologna, l’area olivicola locale è passata da poche piccole coltivazioni vent’anni fa a oltre 450 ettari di uliveti registrati oggi. La rete, fondata nel 2017, ha presentato la domanda di IGP nel 2021, e si prevede che la certificazione completa dei singoli produttori si concluda entro novembre 2026, in tempo per la raccolta di quest’anno. L’area rientra in un sito UNESCO patrimonio dell’umanità dal 2023, il “Carsismo evaporitico e grotte dell’Appennino settentrionale”, dove gli affioramenti di gesso e i versanti esposti a sud creano un microclima che sostiene la coltivazione dell’olivo almeno dal Settecento, con 29 ulivi secolari censiti, alcuni dei quali di oltre 300 anni.
Cosa prevede la nuova denominazione
L’IGP Colli di Bologna consente oli monovarietali da cultivar come Correggiolo, Frantoio, Nostrana di Brisighella, Ghiacciolo, Farneto, Montebudello, Montecapra, Montecalvo 2 e Oliveto, che devono costituire almeno l’85% dell’olio, mentre fino al 15% può provenire da altre varietà. Gli oli IGP in blend possono includere anche Leccino e Maurino, a condizione che due o più cultivar ammesse raggiungano almeno l’80% della miscela. Si tratta della terza indicazione geografica europea assegnata a un olio d’oliva dell’Emilia-Romagna, dopo la DOP Brisighella e la DOP Colline di Romagna. Per i compratori internazionali, questo riconoscimento conferma che la mappa olivicola europea continua a frammentarsi in aree sempre più piccole, rigorosamente definite e certificate per qualità — una tendenza che alza l’asticella su origine e tracciabilità, terreno sul quale l’olio d’oliva tunisino, con proprie denominazioni AOP come Zarzis e Teboursouk, è sempre più competitivo puntando sulla qualità del terroir e non solo sui volumi.
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Domande frequenti
Cos’è l’IGP Olio dei Colli di Bologna?
È un’Indicazione Geografica Protetta concessa dall’Unione Europea nel settembre 2026 all’olio extravergine di oliva prodotto sulle colline a sud di Bologna, in Italia, che riconosce le condizioni di coltivazione, le cultivar locali e i metodi di produzione specifici della zona.
Perché il marchio IGP è importante per i compratori di olio d’oliva?
Il marchio IGP certifica legalmente che un olio d’oliva è stato coltivato, raccolto e spremuto all’interno di un’area geografica definita usando cultivar e metodi approvati, offrendo ai compratori una garanzia verificata di origine e qualità che sostiene un posizionamento premium e riduce il rischio di frodi o etichettature ingannevoli.
Fonte: Olive Oil Times
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