Spagna: un raccolto record di olio d’oliva potrebbe far scattare un ritiro inedito dal mercato

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La Spagna prevede un raccolto record di 1,6 milioni di tonnellate di olio d’oliva per la campagna 2026/27, un aumento del 23% che ha spinto il governo a valutare, per la prima volta in assoluto, il ritiro di olio dal mercato per evitare un crollo dei prezzi.

Un raccolto record concentrato in Andalusia

Secondo le prime stime (“aforo”) presentate dal ministro dell’Agricoltura Luis Planas, l’Andalusia da sola dovrebbe produrre 1.261.200 tonnellate, il 79% del totale nazionale e il 29% in più rispetto alla campagna precedente. La provincia di Jaén, la principale area olivicola spagnola, concentra da sola 575.000 tonnellate, oltre un terzo della produzione nazionale. Anche Castiglia-La Mancia (152.000 tonnellate, +10%) ed Estremadura (97.300 tonnellate, +24%) cresceranno, mentre la produzione calerà in Catalogna, Aragona, Isole Baleari, Madrid, Murcia e Navarra. Sommando le scorte riportate dalla campagna precedente, la disponibilità totale di olio d’oliva in Spagna potrebbe avvicinarsi ai 2 milioni di tonnellate.

La Spagna potrebbe attivare una norma UE mai utilizzata

Planas ha dichiarato che il governo deciderà a inizio novembre se attivare l’articolo 167 bis del regolamento OCM (Organizzazione Comune dei Mercati) dell’UE, un meccanismo che consente di ritirare temporaneamente olio d’oliva dal mercato quando l’eccesso di offerta rischia di far scendere i prezzi sotto un livello sostenibile per i produttori. Lo strumento esiste sulla carta ma non è mai stato utilizzato realmente. La decisione seguirà un calendario preciso: affinamento delle stime regionali durante ottobre, dati definitivi sulle scorte di riporto a metà ottobre, e delibera ufficiale della Direzione generale delle produzioni e dei mercati a inizio novembre. Planas ha inoltre escluso che le importazioni siano responsabili del calo dei prezzi, ricordando che l’olio d’oliva tunisino rappresenta solo il 5,82% del volume scambiato sul mercato spagnolo dell’olio d’oliva.

La situazione della Tunisia è diversa in questa campagna. Secondo la Camera nazionale dei produttori di olio d’oliva, citata da La Presse, la Tunisia dovrebbe produrre tra le 250.000 e le 300.000 tonnellate nel 2026/27, contro le 500.000 tonnellate della campagna eccezionale precedente, soprattutto perché circa il 60% degli oliveti tunisini dipende dalle piogge. Per gli acquirenti internazionali, questa combinazione – un raccolto tunisino più contenuto ma di qualità, a fronte di un raccolto spagnolo da record – rende questo il momento giusto per assicurarsi fornitori tunisini verificati invece di contendersi spazio in un mercato spagnolo in surplus.

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Domande frequenti

Quanto olio d’oliva produrrà la Spagna nel 2026/27? Il Ministero dell’Agricoltura spagnolo prevede 1,6 milioni di tonnellate di olio d’oliva per la campagna 2026/27, il 23% in più rispetto alla campagna precedente, di cui circa 1,26 milioni di tonnellate solo dall’Andalusia.

Perché la Spagna valuta di ritirare olio d’oliva dal mercato? Con una disponibilità totale che potrebbe avvicinarsi ai 2 milioni di tonnellate includendo le scorte di riporto, il governo spagnolo valuta di attivare per la prima volta l’articolo 167 bis dell’OCM UE, un meccanismo che permetterebbe di ritirare temporaneamente olio dal mercato per evitare che l’eccesso di offerta faccia crollare i prezzi.

Fonte: Infobae España

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