L’olio d’oliva tunisino in bottiglia cresce, ma manca ancora un marchio proprio
L’olio d’oliva tunisino imbottigliato sale al 14% delle esportazioni, ma l’esperto Faouzi Zayani chiede più marchio e denominazioni d’origine.
L’olio d’oliva tunisino imbottigliato sale al 14% delle esportazioni, ma l’esperto Faouzi Zayani chiede più marchio e denominazioni d’origine.
La CNN rivela che la Tunisia, gigante mondiale dell’olio d’oliva, esporta gran parte sfusa, senza identità tunisina. Ecco cosa sapere per chi acquista.
Le licenze britanniche per l’olio d’oliva tunisino sono salite del 225% nel 2026, ma il 68% della quota esente da dazi resta inutilizzato.
Il raccolto tunisino di olio d’oliva scenderà a 250.000-300.000 tonnellate nel 2026-27, mentre i prezzi mondiali sono attesi in aumento.
Il gruppo italiano Pietro Coricelli guida l’asta per Deoleo, proprietaria di Bertolli e Carapelli, mentre la Spagna cerca di tenere l’azienda in patria.
La maggiore federazione spagnola di cooperative segnala un aumento dei costi del 57% e chiede una riforma UE. Ecco cosa devono sapere gli acquirenti.
La produzione di olio d’oliva della Tunisia scenderà a 300.000 tonnellate nel 2026/27, contro un record di 500.000. Ecco cosa aspettarsi per i compratori.
Gruppi italiani e spagnoli si contendono il controllo di Deoleo, proprietà di Bertolli, Carapelli e Hojiblanca, in un’operazione da 500 milioni di euro.
I costi di coltivazione dell’olivo in Spagna sono aumentati del 57% in sei anni mentre i prezzi calano. Ecco cosa significa per chi acquista olio d’oliva.
Croazia, Slovenia, Bosnia e Montenegro valutano un marchio regionale comune ‘Gioielli dell’Adriatico’ per dare più visibilità ai piccoli produttori.